Mammacrobata’s Blog

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Chi muore (Ode alla vita)

Una lettura per far pensare tutte le mammeacrobate…Ricordiamoci di cambiare il colore dei nostri vestiti, di inventare nuove strade per andare al lavoro, di ribaltare il tavolo quando non siamo d’accordo, di inseguire le nostre passioni, di piangere quando sentiamo un nodo alla gola.

…non facciamoci sopraffare dall’abitudine, solo vivendo intensamente raggiungeremo la felicità!

 

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CHI MUORE (ODE ALLA VITA) DI PABLO NERUDA
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Lentamente muore
chi diventa schiavo dell’abitudine
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi
chi
non
cambia la marcia
chi non rischia e cambia colore dei vestiti
chi non parla a chi non conosce.

Lentamente muore
chi evita una passione
chi preferisce il nero su bianco
e i puntini sulle “i” piuttosto che un insieme di emozioni
proprio quelle che fanno brillare gli occhi
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso
quelle che fanno battere il cuore davanti all’errore e ai sentimenti.

Lentamente muore
chi non capovolge il tavolo
chi e’ infelice sul lavoro
chi non rischia la certezza per l’incertezza per inseguire un sogno
chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.

Lentamente muore
chi non viaggia
chi non legge
chi non ascolta musica
chi non trova grazia in se stesso.

Lentamente muore
chi distrugge l’amor proprio
chi non si lascia aiutare
chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.

Lentamente muore
chi abbandona un progetto prima di iniziarlo
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce
chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi
ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.
Soltanto l’ardente pazienza portera’ al raggiungimento di una splendida felicita’.

ECO BEBÈ

Contro pipì e pupù serve un cambio…di strategia

 

I pargoli consumano 7 milioni al giorno di pannolini, una tonnellata a tesat ad 0 a 3 anni.

Considerando che un pannolino impiega 500 anni per essere smaltito, il pannolino rappresenta  un serio nemico nella lotta all’inquinamento.

La provincia di Torino sta promuovendo, in collaborazione con l’azienda Eco-bimbi un kit riciclabili ai residenti di alcuni comuni.

Si tratta di mutandine lavabili e un velo biodegradabile da gettare nel wc.

La fornitura completa per 3 anni, costa meno dei pannolini tradizionali.

E ne guadagna pure la salute: il cotone, a differenza della plastica, scongiura irritazioni e allergie.

…Chissà quanto tempo ci vorrà per riuscire a trovarli sul mercato!!!

IL PAESE MORMORA

Una delle ricerche più autorevoli (Human Conversational Behaviour) sostiene che il 65% delle nostre conversazioni è “discorso sociale”, ossia scambio di informazioni su ciò che facciamo e ciò che fanno gli altri. Le donne poi preferiscono discutere di fatti che riguardano gli altri, mentre gli uomini tendono a parlare di sè per mettere in mostra le proprie qualità sminuendo quelle altrui.

Ma perchè spettagoliamo?

Per soddisfare due bisogni fondamentali dell’uomo: quello di sapere che cosa accade intorno a noi e quello di essere accettati in un gruppo, ossia la comunità di chi si scambia confidenze.

Non a caso si parla di GOSSIP che nasce dal termine GOD-SIB contrazione di GOD- SIBLING ossia fratellastro o sorellastra, cioè qualcuno che fa parte della nostra cerchia.

La vita nasce dall’acqua…

acqua1Quali attività scegliere per i nostri bimbi più piccoli? Dai 3 mesi io ho iniziato a frequentare il corso di acquaticità con il mio mouse, una volta alla settimana. L’attività in acqua è una magica esperienza ludica per il bambino, ma non sono da sottovalutare gli enormi vantaggi: il bambino rinforza il sistema cardio-circolatorio, respiratorio e l’apparato scheletrico.

Si rafforza il legame affettivo con il genitore e la socializzazione è accresciuta dalla presenza di altri bambini e adulti.  Il corso per la neo mamma rappresenta un’ulteriore possibilità di incontro e confronto con le altre mamme.

Il corso si svolge in acqua bassa e la temperatura dell’acqua è molto alta, circa 33 gradi. Il corso dura solo ½ ora, ma vi posso assicurare che per un bimbo molto piccolo è più che sufficiente!

Il corso dura circa nove mesi per completare tutte le fasi di ambientamento, galleggiamento, immersione. Non bisogna avere fretta! Non ci sono scorciatoie per insegnare al nostro bambino a stare in acqua e a immergersi. Per arrivare all’obiettivo è necessario ripetere più volte lo stesso esercizio fino a quando il bambino non avrà liberamente deciso di “giocare” con l’acqua.

L’esperienza in piscina è essenzialmente un’esperienza cognitiva, sensoriale e ludica.

Il bambino all’inizio non sa come è possibile respirare sott’acqua. Esiste un meccanismo innato chiamato “glottide” che consente di bloccare il respiro in immersione. Tale meccanismo è naturale nei primi sei mesi di vita in quanto il bambino è rimasto per nove mesi nel ventre materno. Successivamente è necessario continuare a esercitare tale attività per renderlo consapevole. In ogni caso, a seguito di alcune esercitazioni, le valvole vengono chiuse automaticamente al momento dell’immersione. Spesso succedono casi di “bevuta”…in tal caso il bambino non tranquillizzato e aiutato a viverlo come un gioco.

Non è richiesta alcuna attrezzatura particolare ma per contenere i bisogni dei nostri piccoli bisogna utilizzare i pannolini resistenti all’acqua o dei costumini contenitivi che si trovano in tutti i negozi di sport.

Ogni lezione sarà diversa dalla precendente soprattutto all’inizio. Io non ho avuto problemi, ma dovrete accettare il vostro bambino com’è, con i suoi limiti, le sue paure, i suoi sbalzi d’umore e le sue giornate no.

Un consiglio importante, se, come me, per problemi lavorativi, siete costrette a frequentare un corso serale, ricordatevi di cucinare la sera prima per il vostro bambino. Al termine della lezione di nuoto avrà sicuramente fame e, una volta a casa, non avrà sicuramente la pazienza di aspettare.

Usiamo la chat

Altro che interminabili telefonate al centralino nell’attesa che qualcuno all’altro capo risponda…viva la chat.

Ho letto su 02blog.it http://www.02blog.it/post/2037/carta-didentita-elettronica-a-milano-eccomi della possibilità di fare la carta d’identità elettronica anche a Milano.

Così sono andata sul sito del comune http://www.comune.milano.it e ho scelto cliccato dall’hp infoline 020202/accedi al servizio.

Magicamente mi si è aperta una finestra e ho potuto chattare con l’addetto comunale.

Non ho raggiunto il mio scopo perchè con la nuova legge sulla carta d’identità che prolunga la sua validità a 10 anni, ho scoperto che basta recarsi allo sportello e mettere un timbro per prolungare la sua validità di altri 5 anni.

Niente carta d’identità elettronica ma almeno ho scoperto che la chat del comune è più efficiente del centralino!!

 

 

Trattiene la cacca

Un problema che affligge molte mammeacrobate…

Il mio mouse che oggi ha due anni e 2 mesi, da quando si è resa conto che poteva controllare gli sfinteri, quindi circa un anno fa,  ha incominciato a trattenere la cacca. All’inizio non mi sono accorta di quello che stava accadendo, pensavo semplicemente fosse un periodo di stitichezza passeggero. Quindi dopo 2 o 3 giorni intervenivo con una peretta di glicerina.

Purtroppo con il passare dei giorni ho visto che il problema non si risolveva, ma peggiorava.

Passava le giornate negli angoli della casa, accucciata per terra, stringeva il sederino, sudava oppure saltellava proprio per farsi passare lo stimolo e trattenere a tutti i costi la cacca.

Abbiamo provato con tutti i mezzi, buoni, repressivi, con dolcezza e autorità. Ogni volta che la vedevamo così correvamo da lei per incitarla, senza ottenere nulla.

La pediatra all’inizio mi ha consigliato di andare da una chirurga che ha evidenziato che non esisteva alcun problema fisico, il problema è solo psicologico. Mi a spiegato che questa cosa è abbastanza frequente nei bambini troppo svegli: hanno difficoltà a lasciare andare i loro “prodotti biologici” proprio per paura di perdere e di non poter controllare un pezzettino di loro stessi. Si rendono conto di stare diventando grandi e vogliono restare bambini a tutti i costi.

La terapia che mi ha consigliato è volta a “rieducare” il retto ad una normale sensibilità ed a ristabilire un normale rapporto con l’atto della defecazione da parte del bambino.

Essa si compone di tre diverse fasi da condursi contemporaneamente:

·         rammollimento delle feci per alcuni mesi usando una bustina di MOVICOL al giorno cercando sempre comunque di mantenere una dieta ricca di frutta, verdura, legumi, cereali integrali; somministrare in abbondanza liquidi;

·         rimozione dell’ingombro fecale nel caso in cui non ci sia stata evacuzione con  1 al giorno con camomilla e 2 cucchiai di olio di oliva;

Con le prime due fasi per circa 8 mesi non ho riscontrato grandi risultati in quanto ho sempre dovuto intervenire al termine della giornata con il clistere.

Ma mancava la terza fase:

·          Cercare di minimizzare il più possibile il problema: non pronunciare mai la parola cacca, ignorare, quando possibile, i successi o gli insuccessi del bambino.

Da quando abbiamo adottato questa strategia il problema sembra rientrato. Il mio mouse fa la cacca un giorno sì e uno no senza problemi e io non intervengo più con la peretta.

Stiamo diminuendo la quantità di Movicol giornaliera. Speriamo continui così, se tutto va bene, magari nelle vacanze di Natale, proveremo a togliere il pannolino!

Outlet Brian & Barry

Bah, direi che è praticamente inutile passeggiare tra le vie di Milano sperando di trovare l’articolo giusto, del colore giusto, della nostra taglia, e soprattutto ad un prezzo abbordabile.

E quindi? Per toglierci qualche sfizio e trovare qualcosa di carino l’unica soluzione è ormai diventata l’outlet.

 

Sono stata all’outlet di Brian & Barry in via Lancetti 28.

Nello stesso posto si trova anche l’outlet di Boggi ma non si trova assolutamente niente, non andateci.

L’outlet di Brian & Barry è suddiviso su due piani. Al piano rialzato di trova il “Last Call”…veramente robaccia.

Al piano terra il paradiso…almeno per ciò che riguarda piumini bellissimi a 160€, cappellini, sciarpe di lana, maglioncini.

Io ho addocchiato un cappellino azzurro meraviglioso e persino mio marito si è innamorato di un cappottino (non l’ha preso perchè costava 700€).

 

Vale la pena farci anche solo un giro.

La mia lotta contro la cellulite

Se non lavorassimo non avremmo così tanta cellulite, o comunque, se non avessimo un lavoro sedentario non saremmo assillate da questo problema.

L’ho provato sulla mia pelle: quando ero a casa in maternità e sono rimasta a casa solo 6 mesi, non avevo un filo di cellulite e, tra allattamento, casa nuova e gestione del mio mouse non avevo molto tempo, per cui non facevo granchè per curarmi. Ma sono bastati due mesi di lavoro per ritornare esattamente come prima!

La soluzione di fare un figlio ogni 15 mesi non mi sembra molto plausibile per cui direi che bastano pochi accorgimenti per tenere sotto controllo l’anti-estetico problema.

E poi lo vedo, mia cognata che, fortuna per lei, a 40 anni non ha mai conosciuto cosa significhi stare sedute per 9 ore davanti al pc, ha una pelle meravigliosa.

La conclusione è: se lavoriamo,  dobbiamo imparare a convivere con la cellulite!

La regola numero 1 è fare ogni giorno qualcosa che non contribuisca ad aggravare la nostra situazione. Nessuno regala mai niente, quindi se vuoi ottenere dei risultati devi fare un po’ di fatica.

L’alimentazione è sicuramente molto importante. Ho una dieta abbastanza varia ricca di carboidrati complessi (riso, cereali vari) e povera di carboidrati raffinati (zucchero, dolci vari) e di grassi (burro, olio, latticini, carni). Attente al sale, che aumenta la ritenzione idrica.Tanto, diciamolo chiaramente, se mangiamo la pasta non salata una volta alla settimana non moriremo di certo.

Per favorire la diuresi e la depurazione è necessario bere almeno un litro e mezzo di acqua al giorno

La sera, mentre ceniamo, faccio bollire un pentolone di acqua e mi preparo un litro di tè verde che verso in una bottiglia e porto al lavoro.

Ogni giorno applica un buon cosmetico anticellulite. Sappiamo tutte che il migliore è Somatoline ma ha lo svantaggio di non poter essere utilizzato per periodi molto prolungati. Io lo uso due volte all’anno per un periodo di 3 mesi. Sicuramente giugno, luglio, agosto e poi dopo 6 mesi. Per i restanti mesi vario, ora sto usando Lierac Morpho-Slim con risultati abbastanza soddisfacenti.

E poi, alla fine della giornata, arrivano le 21. Alle 21 il mio mouse va a letto accompagnata dal papà.

E dalle 21 alle 22.30 questa ora e mezza è tutta per me:

-          Una volta alla settimana faccio un idromassaggio caldo con sale grosso.

-          Tre volte alla settimana uso l’elettrostimolatore. Ho preso un compex fitness, di quelli non molto costosi, e di solito ho il tempo di fare due programmi (inestetismi cellulite e linfodrenaggio)

-         Due volte alla settimana pratico l’automassaggio con olio. Contribuisce a riattivare la circolazione e, se effettuato regolarmente con le mani, può dare ottimi risultati. Favorisce infatti il drenaggio dei liquidi trattenuti e agevola l’eliminazione di scorie.

E non dimentichiamoci della forma fisica. 3 volte alla settimana vado in palestra!

Lo so, serve costanza e pazienza, ma è tempo prezioso che regalate a voi stesse …con tutto quello che facciamo non ci meritiamo un po’ di svago????

Dobbiamo essere un po’ egoiste!